• Pagina Rifugio Pian dell'Arma
  • Profilo Rifugio Pian dell'Arma
  • Profilo TripAdvisor
  • YouTube Social  Icon

Site done by Isabella Biscaglia Giancola

All photos not accredited are by Claudio Zanardi

337 108 3410 - rifugio@leterrebianche.it

via Pian dell'Arma, 12070 Caprauna, Italia

Non ci sono più le stagioni di una volta

Sembrerebbe una frase fatta trita e ritrita, ma è purtroppo vera. Da bambina andavo a scuola quasi tutto l’inverno con gli stivali di gomma, i dopo-sci non c’erano o comunque noi non li avevamo per la tanta neve che cadeva in provincia di Torino, ma poi arrivava la primavera, le fragole nell’orto di nonna Erminia che mangiavo di nascosto, purtroppo se ne accorgeva quando andava la sera a raccoglierle per fare la “frulada” (fragole, zucchero, limone lasciate mezz’ora a macerare) e poi l’estate l’autunno e così via. Avevo anche i vestiti da mezza stagione, i golfini, la canottiera a spalline, ora passiamo dal freddo intenso al caldo soffocante, oppure come quest’anno che il lungo inverno della Valle Pennavaire non vuole andarsene, ancora ieri ha nevicato, poco e subito seguita da pioggia, ma ha nevicato, quindi la temperatura era a poco più dello zero.

La montagna ha dato qualche piccolo segnale di risveglio, le gemme qua e là si sono gonfiate, gli alberi fremono per partire per risvegliarsi ma ancora sbadigliano e non sanno che fare. Ci risvegliamo? Che succede? Stamattina il picchio verde per scaldarsi pareva un Black e Decher il cuculo è tornato ma da un paio di giorni pare essersene pentito non canta più e guarda sto tempo grigio pensando di aver sbagliato periodo. I vecchi del paese salgono al rifugio per un bicchiere di rosso e commentano “Marina siamo in montagna non sai mai quando inizia il bel tempo, però prima o poi arriva” e avanti si ricordano di quell’anno che sull’Armetta ha nevicato il 2 di giugno, di quell’anno che il 25 dicembre sono andati a messa senza il berretto, di quella volta che a metà ottobre sono rimasti bloccati all’alpeggio per una nevicata di un metro e mezzo, di quell’inverno in cui i partigiani gelavano e loro li nascondevano nei fienili rimanendo svegli tutta la notte per la paura dei tedeschi, dei fascisti.

Continuano “così è la vita, mettiti il cuore in pace, Dop la pieuva ai ven el sù ” Noi non avevamo la giacca a vento e gli scarponi di adesso, ma andavamo su e giù da Caprauna a Ormea con i muli per portare il grano a macinare anche d’inverno; si partiva alle 4 per tornare per pranzo, a volte la neve ci sorprendeva sul colle (di Caprauna) e noi si continuava e si arrivava a casa bagnati, ma la farina ben asciutta e protetta (che tempi).  Ascolto, mi diverto e condivido,  ma io aspetto la bella stagione, c’è l’orto da seminare, i vasi dei fiori da sistemare, le passeggiate di nordic con gli amici del rifugio, le escursioni programmate. Guardo fuori e piove e un pettirosso si ripara sotto il balcone, eh no anche questo “il pettirosso marca neve” ti avvisa, arriva il freddo, se lo poteva risparmiare lo vedo da me e mi spiace per lui, ma ora facciamo la muffa e che freddo.

I boscaioli vengono a bersi un caffè caldo e non riescono a lavorare, maledicono la pioggia e il governo (intanto non l’abbiamo) mentre i vecchietti davanti al quartino gli ripetono di prendersela calma intanto la stagione fa il suo tempo, scappano prima di sentire la solita solfa, a me simpatica, di quel che il tempo ha fatto in questo o quell’anno. “Ses na con ‘l cul ontan la  bambasin-a” (sei nata con il sedere nella bambagia) mi dicono ridendo e andandosene.

Hanno visto tanta gente passare e andarsene per colpa della montagna, del suo clima imprevedibile, ma loro sono sempre lì attaccati al loro Paese alla Valle per tener vivo il ricordo dei tempi andati con la memoria ferma senza stancarsi di volerci tramandare piccole e grandi storie di vita.

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Post in evidenza

Il Rifugio Pian dell'Arma ospite a "Geo" su Raitre

April 30, 2018

1/3
Please reload

Post recenti
Please reload

Categorie